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Le Novità: Il polietereterchetone

Il polietereterchetone viene utilizzato già da molti anni, con successo, in medicina.

Grazie alla sua eccellente stabilità, alle sue ottime caratteristiche

di lucidatura ed all‘elevata resistenza alla placca, è particolarmente indicato per realizzare protesi di elevato pregio.

L‘elasticità del materiale, che è paragonabile a quella del tessuto

osseo umano, grazie alla compensazione della torsione dell‘osso

stesso, lo rende un materiale perfettamente integrabile nel cavo

orale, soprattutto nel caso di lavori estesi su impianti.

Il colore bianco „White Shade“ ne favorisce l‘utilizzo in zone che richiedono una particolare estetica.

Il materiale PEEK viene utilizzato in medicina già da oltre 30
anni come materiale per protesi artificiali (protesi per le articolazioni
delle dita, dischi intervertebrali e protesi dell‘articolazione
dell‘anca). Questo materiale è dotato di un’elevata biocompatibilità,
che consente l’integrazione con il tessuto osseo.
Inoltre le sue proprietà meccaniche sono paragonabili a quelle
dello scheletro osseo.
Normalmente il materiale PEEK viene utilizzato come prodotto
medicale, per i suoi numerosi vantaggi: ha un peso ridotto,
un’ampio spettro di campi d’applicazione e rappresenta un’alternativa
economica alle leghe preziose o ad altri materiali. Le
sue caratteristiche peculiari sono la biocompatibilità, la stabilità
chimica, la resistenza ai raggi gamma ed ai raggi X, così come la
radiotrasparenza (non genera artefatti).
Il materiale PEEK (polietereterchetone) è il più importante derivato
dei materiali poliarileterchetoni (PAEK). Si tratta di una resina
ad elevate prestazioni, parzialmente cristallina, termoplastisca,
resistente alle alte temperature .

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Esempio di Lavorazioni con il polietereterchetone

E' pertanto indicato per la fresatura tramite tecnologia CAD/CAM. Il materiale è molto stabile e resistente, tanto da poter essere sottoposto ad
una pressione di carico fino a 3,6 GPa.

        Caratteristiche

 Il polietereterchetone ha un modulo elastico di 4000 MPa, che è paragonabile all’elasticità dell’osso umano (p.es. nell’arcata inferiore). Le forze masticatorie – specialmente nel caso di protesi a supporto implantare– vengono assorbite

La massima resistenza alla rottura indica la forza – misurata in Newton – del campione (il nostro campione prova è un ponte di 4 elementi su monconi naturali) fino alla sua deformazione. In questo caso sono stati raggiunti valori fino a 1200 Newton, che rispetto al valore massimo della forza masticatoria umana di 500 Newton rappresenta un potenziale di sicurezza più che sufficiente

Per quanto concerne la resistenza d’adesione è determinante che il manufatto possa essere rivestito con tutti i compositi in commercio. 

Le proprietà di lucidatura del polietereterchetone sono di rilevante importanza. Contrastano il deposito di placca e la decolorazione sulle superfici e sulle strutture dei manufatti. Grazie alla qualità delle superfici del materiale ed alla ridotta abrasione di solo 0,018 μm RA (Università di Jena) si escludono irritazioni ai tessuti mucosi e danni alla dentatura residua.

       Campi d'utilizzo

Ponte a 4 elementi diatorici rivestito con le faccette estetiche . Grazie all’elevata resistenza alla rottura è possibile realizzare protesi fino a due elementi intermedi mancanti. Grazie all’effetto cromatico “White Shade” del materiale è possibile ottenere una base di colorazione ottimale
per un risultato estetico eccellente.

Il polietereterchetone come struttura secondaria in combinazione con costruzioni primarie in metallo o in ossido di zirconio, offre ottime proprietà di
frizione. Per i pazienti significa un elevato comfort ed una maggiorefacilità di inserimento e disinserimento della protesi. Le proprietà inerti
di polietereterchetone escludono interazioni con altri materiali.

Nelle protesi telescopiche, nessuna perdita di frizione grazie al modulo elastico del materiale, che permette di non consumare la struttura fresata primaria e a sua voltadi non farsi consumare.

        Cementazione dei restauri in polietereterchetone

I restauri in polietereterchetone devono essere fissati mediante incollaggio, con cementi compositi, come p.es. Vario-Link (ditta Ivoclar-Vivadent) o Panavia (ditta Kuraray). A tale scopo le superfici dei restauri in polietereterchetone devono essere condizionate, come di seguito descritto:
Sabbiare il restauro in polietereterchetone con biossido di alluminio (110 μm) a 2 - 3 bar di pressione. Successivamente applicare il primer fotopolimerizzabile per PMMA & compositi „visio.link“ ed infine
procedere alla polimerizzazione nell’apposito apparecchio per fotopolimerizzazione (p.es. 90 secondi nell’apparecchio bre.lux Power Unit o in UniXS di Heraeus Kulzer) attenendosi alle istruzioni d’uso di „visio.link“.
Il pretrattamento della cavità da parte dell’odontoiatra avviene analogamente a quello per un restauro in ceramica od in composito.

        Vantaggi per lo studio odontoiatrico ed il paziente